Le holding industriali si trovano ad affrontare importanti cambiamenti fiscali con il disegno di legge di bilancio 2026, attualmente in discussione al Senato. Le modifiche proposte potrebbero comportare un significativo incremento del carico fiscale per queste società, rendendo necessaria un’attenta analisi delle nuove disposizioni.

Novità fiscali principali

1. Dividendi (Art. 18) – L’impatto più rilevante

La modifica più significativa e potenzialmente più onerosa riguarda il trattamento fiscale dei dividendi percepiti su partecipazioni . Secondo il testo attualmente in discussione, per le partecipazioni inferiori al 10%, i dividendi saranno inclusi integralmente (al 100%) nel reddito imponibile rilevante ai fini della determinazione dell’IRES, abbandonando l’attuale regime di parziale esenzione limitata al 5% di cui all’art. 89 del Tuir.

La nuova disciplina si applicherà ai dividendi la cui distribuzione è deliberata a decorrere dal 1° gennaio 2026.

Data la delicatezza della questione, che colpisce in modo particolare le holding, potrebbero essere introdotti correttivi, anche se al momento non risultano formalizzati emendamenti specifici.

2. Aliquota IRAP (Art. 21) – Aumento transitorio

L’articolo 21 del disegno di legge prevede un incremento di 2 punti percentuali delle aliquote IRAP in via transitoria per il triennio 2026-2028.

L’aliquota passerà dal 4,65% al 6,65% per banche e altri enti finanziari, e dal 5,90% al 7,90% per le imprese di assicurazione.

Tale modifica normativa potrebbe interessare anche le holding per le quali le aliquote IRAP sono determinate dalla stessa norma di riferimento di banche ed altri enti creditizi, ossia dall’ art. 16, comma 1-bis, lett. b) del Decreto legislativo del 15/12/1997 n. 446.

Non è chiaro se l’incremento dell’aliquota per le holding industriali sia effettivamente voluto o se si tratti dell’ennesimo caso di assimilazione impropria alle società finanziarie “pure” come avvenne nel caso dell’addizionale IRPEF del 10% per dirigenti e amministratori (art. 33, DL 78/2010), la cui applicazione alle holding industriali è stata esclusa solo successivamente dall’art. 1-bis del DL 84/2025, dopo anni di controversie

3. Azioni proprie (Art. 32) – Misura sperimentale

L’articolo 32, comma 1, lettera a), introduce l’imponibilità integrale dei maggiori valori derivanti dalla cessione di azioni proprie rispetto al loro costo di acquisto, anche quando tali plusvalenze non transitano a Conto Economico ma sono iscritte in una riserva di patrimonio netto.

Si osserva che la misura si applicherà, in via transitoria (o meglio in via “sperimentale”) per il solo anno 2026.

Conclusioni e raccomandazioni

Le holding industriali dovranno monitorare attentamente l’iter parlamentare del disegno di legge di bilancio 2026, in particolare per quanto riguarda:

  • L’evoluzione delle disposizioni sui dividendi (art. 18), che rappresenta l’impatto fiscale più significativo
  • L’eventuale introduzione di correttivi per distinguere le holding industriali dalle società finanziarie  nell’applicazione dell’aliquota IRAP maggiorata
  • Gli effetti della misura sperimentale sulle azioni proprie e la sua eventuale proroga oltre il 2026.

Sono modifiche normative importanti che andrebbero valutate attentamente dal legislatore anche in considerazione dell’attrattiva di capitali di fonte estera.

Articolo aggiornato ad Ottobre 2025 – Area TAX R.P&T. S.r.l.

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